Sistemi di mitigazione del Gas Radon

Quando si costruisce o si ristruttura un edificio, ci sono aspetti che non possono essere valutati soltanto dal punto di vista estetico o energetico. Uno di questi è la protezione dal gas radon, un elemento importante per la salubrità degli ambienti interni e per la progettazione di edifici più sicuri.

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, inodore, insapore e invisibile. Può provenire dal terreno e penetrare negli edifici attraverso fessure, giunti, passaggi degli impianti, pavimenti controterra e altre discontinuità dell’involucro edilizio.

Per questo motivo, la protezione dal radon dovrebbe essere considerata già nella fase di progettazione di una nuova costruzione e, quando necessario, durante gli interventi di ristrutturazione.

Che cos’è il radon?

Il radon è un gas radioattivo naturale prodotto dal decadimento dell’uranio presente nel terreno e nelle rocce.

All’aperto viene normalmente disperso nell’atmosfera. All’interno degli edifici, invece, può accumularsi, soprattutto nei locali a contatto con il terreno o situati ai piani più bassi.

Il problema è che il radon non può essere percepito dai nostri sensi: non ha odore, colore o sapore.

La sua presenza può quindi essere individuata soltanto attraverso specifiche misurazioni.

Il Ministero della Salute considera il radon un cancerogeno per l’uomo. Le sue progenie radioattive possono depositarsi nelle vie respiratorie e l’esposizione prolungata a concentrazioni elevate aumenta il rischio di tumore polmonare.

Perché è importante proteggere gli edifici dal radon?

La concentrazione di radon all’interno di un edificio dipende da diversi fattori: caratteristiche geologiche del terreno, permeabilità del suolo, modalità costruttive, presenza di fessure e comunicazioni con il terreno, pressione dell’edificio e ricambio dell’aria.

Un edificio particolarmente isolato e impermeabile all’aria può avere ottime prestazioni energetiche, ma deve essere progettato anche per garantire un adeguato ricambio dell’aria.

Questo è particolarmente importante quando vengono effettuati interventi di efficientamento energetico: la riduzione delle infiltrazioni d’aria deve essere accompagnata da un’adeguata strategia di ventilazione, per evitare che eventuali contaminanti indoor, incluso il radon, possano accumularsi.

La normativa italiana sul radon

Oggi in Italia esiste una normativa specifica per la protezione dall’esposizione al radon.

Il riferimento principale è il Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101, emanato in attuazione della Direttiva europea 2013/59/Euratom.

Il decreto stabilisce un sistema di protezione dalle radiazioni ionizzanti e dedica un’intera parte alla problematica del radon, distinguendo tra esposizione nei luoghi di lavoro e protezione dall’esposizione nelle abitazioni.

La normativa prevede inoltre l’individuazione, da parte delle Regioni e delle Province autonome, delle aree prioritarie nelle quali è maggiore la probabilità di trovare edifici con concentrazioni elevate di radon.

Il livello di riferimento: 300 Bq/m³

La normativa italiana stabilisce come riferimento una concentrazione media annua di 300 Bq/m³.

Questo valore non deve essere interpretato come una soglia oltre la quale il radon diventa improvvisamente pericoloso. Il principio della radioprotezione è infatti quello di ridurre l’esposizione quanto ragionevolmente possibile.

Il Ministero della Salute ricorda inoltre che l’OMS propone un livello di riferimento più basso, pari a 100 Bq/m³, quando raggiungibile nelle condizioni specifiche.

Come entra il radon negli edifici?

Il radon presente nel terreno può entrare nell’edificio attraverso numerosi punti deboli dell’involucro:

  • fessure nei pavimenti e nelle fondazioni;
  • giunti tra pareti e pavimento;
  • crepe nelle strutture;
  • passaggi di tubazioni e cavidotti;
  • pozzetti e scarichi;
  • giunti di dilatazione;
  • pavimenti controterra;
  • pareti interrate;
  • intercapedini comunicanti con il terreno.

Per questo motivo, la semplice impermeabilizzazione di una superficie non sempre è sufficiente. È necessario considerare l’intero percorso che il gas può seguire per entrare nell’edificio.

Come si protegge una nuova costruzione?

La prevenzione è generalmente più semplice ed efficace quando viene prevista durante la progettazione.

Tra le principali strategie utilizzabili troviamo:

1. Barriere contro il passaggio del radon

La progettazione dell’involucro controterra può prevedere sistemi e membrane specifiche per limitare l’ingresso del gas.

Particolare attenzione deve essere prestata alla continuità della barriera e alla corretta gestione dei punti di passaggio degli impianti.

2. Sigillatura delle vie di ingresso

Fessure, giunti e attraversamenti possono rappresentare punti di ingresso del radon.

La loro corretta sigillatura costituisce quindi una delle strategie di prevenzione e mitigazione indicate anche dalla documentazione del Ministero della Salute.

3. Ventilazione

La ventilazione contribuisce a diluire e rimuovere il radon presente negli ambienti interni.

Un sistema di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), se correttamente progettato e dimensionato, può quindi rientrare nella strategia complessiva di gestione della qualità dell’aria.

La VMC, tuttavia, non dovrebbe essere considerata automaticamente l’unica soluzione in presenza di concentrazioni elevate: la strategia deve essere scelta in funzione delle caratteristiche dell’edificio e delle misurazioni effettuate.

4. Depressurizzazione del terreno

Quando necessario, è possibile intervenire direttamente sul terreno sottostante l’edificio attraverso sistemi di depressurizzazione del suolo, che hanno l’obiettivo di intercettare il radon prima che raggiunga gli ambienti abitati.

Il Ministero della Salute indica la depressurizzazione del suolo, insieme alla sigillatura e alla ventilazione, tra le principali strategie di prevenzione e mitigazione. In molti casi può essere necessario combinare più tecniche.

E negli edifici già esistenti?

Anche una casa già costruita può essere valutata e, se necessario, risanata.

Il primo passo è effettuare una misurazione della concentrazione di radon negli ambienti interessati.

Se vengono rilevati valori elevati, un tecnico può individuare le modalità di ingresso del gas e progettare un intervento di mitigazione.

A seconda della situazione possono essere utilizzati:

  • sigillatura delle fessure;
  • membrane o sistemi di barriera;
  • ventilazione degli ambienti;
  • ventilazione o depressurizzazione del sottofondo;
  • sistemi di aspirazione dal terreno;
  • combinazioni di più tecniche.

La soluzione deve essere scelta sulla base delle caratteristiche specifiche dell’edificio e dei risultati delle misurazioni.

Radon e bioedilizia: due aspetti strettamente collegati

La protezione dal radon si inserisce perfettamente nella filosofia della bioedilizia, perché costruire in modo sostenibile significa anche progettare ambienti salubri.

Una casa efficiente dal punto di vista energetico deve essere contemporaneamente:

isolata + ventilata + protetta dall’umidità + salubre + sicura.

La qualità dell’involucro edilizio non riguarda quindi soltanto il risparmio energetico.

Una progettazione attenta deve considerare anche ciò che può entrare nell’edificio dal terreno e ciò che può accumularsi nell’aria interna.

Prevenire è meglio che intervenire dopo

Inserire la protezione dal radon già nella progettazione di una nuova costruzione permette di predisporre le soluzioni necessarie quando l’accesso alle strutture e al terreno è ancora semplice.

In una ristrutturazione, invece, alcune opere possono diventare più complesse e costose se il problema viene scoperto soltanto dopo la conclusione dei lavori.

Per questo è importante valutare il rischio radon prima di progettare una nuova costruzione o un intervento di ristrutturazione, soprattutto nelle aree individuate come prioritarie.

Una casa sana è una casa progettata pensando al futuro

La protezione dal radon rappresenta oggi un elemento importante della progettazione edilizia orientata alla salute e alla qualità degli ambienti interni.

La normativa italiana ha introdotto un quadro specifico per la protezione dall’esposizione al radon e individua un livello di riferimento di 300 Bq/m³, mentre la prevenzione può essere affrontata attraverso una combinazione di soluzioni costruttive, sigillatura, ventilazione e, quando necessario, depressurizzazione del terreno.

Costruire bene significa non limitarsi a ciò che si vede.

Significa progettare un edificio capace di proteggere chi lo abita, migliorare la qualità dell’aria, controllare umidità e infiltrazioni e garantire nel tempo comfort, efficienza e salubrità.

La protezione dal radon è quindi parte integrante di una moderna concezione della bioedilizia: una casa efficiente deve essere anche una casa sana.

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